UN'ESPERIENZA REALE DI BELLEZZA

Carissimi  genitori.

Questo momento di emergenza ci impone di fare scelte  importanti sulla modalità di approccio con i nostri bambini, sia della scuola dell’infanzia che della scuola primaria. Attraverso un intenso lavoro  le maestre hanno deciso  che la cosa principale è che i bambini sentano la loro presenza. Ogni maestra si è attivata affinché i bambini abbiano la percezione di un lavoro che continua . Attraverso i compiti o le letture inviate i bambini devono riconoscere il “timbro”  e lo “stile” di chi lavora con loro tutti i giorni. Devono comunque sentirsi pensati.  Questo è il tempo nel quale voi genitori potete rendervi conto di come realmente viene fatto un problema o di come si racconta una storia. Ascoltate i vostri figli e mentre loro cercheranno le parole per spiegarvi perché fanno in un modo piuttosto che in un altro,  avranno  la possibilità di diventare sempre più competenti  in quel determinato lavoro ( dare il nome alle cose vuol dire prendere maggior consapevolezza di ciò che si sta facendo)

Non abbiate paura che “restino indietro”. Indietro rispetto a che cosa? Avete visto come tutte le nostre certezze in un attimo  possano essere spazzate via? Abbiamo,noi maestre , il bisogno di sentirvi vicini. Non è neanche per noi un momento facile, ve lo assicuro! Ci manca il momento che noi chiamiamo dell’  “argomentazione”, che è un momento fondamentale nel nostro lavoro, nel quale la proposta della maestra va a toccare il bambino in un punto vivo, fa percepire al bambino che quell’esperienza che adesso gli  sta proponendo lui può riagganciarla a un suo vissuto. E più il bambino viene toccato in profondità più l’esperienza proposta darà origine ad un apprendimento reale e competente. Detto questo abbiamo bisogno di sentirvi al nostro fianco. Alcune di noi hanno ricevuto vari messaggi:”I compiti sono tanti, i compiti sono pochi,dovreste fare video lezioni, dovreste usare questo programma piuttosto che un altro…”     Le nostre proposte tengono conto di tutti i bambini, stiamo dando la possibilità a tutti di accedere  al lavoro in modo tranquillo, poi a casa ci siete voi!  Spesso noi maestre arriviamo a scuola pensando di fare determinate cose, poi riusciamo a farne la metà, viceversa un lavoro che pensavamo prendesse più tempo lo si finisce prima, quindi dovete e potete intervenire voi.

In questo momento particolare mi torna in mente la storia di Elena, Elena Merzaghi,  ex direttrice della nostra scuola e maestra di tutte noi. Elena mi raccontava spesso che in tempo di guerra aveva dovuto andare via da Milano  e con la sua famiglia si era rifugiata a Mondonico.  Lì non c’erano scuole allora la sua nonna le insegnava la matematica e l’italiano girando per i boschi, osservando i funghi, raccontando storie ecc.  Elena spesso ricordava quei momenti, di come lei avesse imparato a imparare, di come l’apprendimento per lei fosse stato una cosa naturale. Quando lei, facendoci esempi, ci insegnava cosa vuol dire partire da un’esperienza reale,ci parlava sempre di quel periodo a Mondonico con la sua nonna, un periodo che lei riteneva essere stato privilegiato, un periodo che ha dettato quello che poi sarebbe diventato il modello di una proposta di apprendimento. Un modello al quale ci riferiamo tutte noi maestre della San Martino.

Raccontava inoltre che una volta all’anno  lei e sua sorella  dovevano scendere a Varese per dare l’esame da privatiste per accedere alla classe successiva, in quella occasione la nonna preparava sempre dei fogli preziosi arricchiti da una cornicetta speciale per sottolineare l’importanza del momento (la bellezza è sempre stata presente in tutti i lavori di Elena).

Ecco concluderei questa lunga lettera cercando di tenere presente  3 punti:

  1. Le indicazioni che le maestre inviano hanno bisogno di essere rese “vive” da voi. Quando la maestra in classe fa una proposta poi, tenendo la rotta, segue il pensiero dei bambini che ha davanti: provate a farlo anche voi. Non abbiate la premura di finire il compito, ma date la possibilità al bambino di esprimersi, di provare di tentare e anche di sbagliare,vivendo l’errore come un’opportunità.
  2. Fate sentire ai bambini che le maestre ci sono, non abbiate paura di alzare il telefono o di inviare una mail, siamo in un momento difficile e tutte le modalità vanno bene purché i bambini ci possano sentire vicine.
  3. Aiutate sempre i bambini a gustare il piacere di un lavoro ben fatto.

Nella certezza che tutto ciò che ci viene chiesto è sempre per un bene più grande vi abbraccio.

 Carmen