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2009-2010

 
  editoriale di febbraio
SCUOLA EDUCATORI


Nessuno genera, se non è generato L'educazione è il compito di tutta la vita! Ma cosa vuol dire per noi educare? Ogni giorno ci accorgiamo che non siamo capaci, che non servono determinate tecniche o strategie per far crescere i nostri figli, non bastano neppure la buona volontà e la pazienza, quindi oggi, chi tra noi può dirsi veramente capace di educare ? Educare ha a che fare con il desiderio di felicità che c'è nel cuore di ogni uomo e di ogni bambino, che ogni mattina alzandosi, anche con la poca voglia di andare a scuola, vuole essere felice! Con il bambino che ogni giorno ci guarda e ci chiede perchè, perchè, perchè… che con gli occhi sgranati penetra con noi nel significato delle cose e lo pretende! Ma chi genera lo sguardo di quel bambino? Solo un padre, una madre o un insegnante che guarda a sua volta un padre, che è generato da un padre. Nessuno genera, se non è generato. Possiamo educare quindi, solo se, alzandoci al mattino, mostriamo ai nostri figli per quale desiderio di felicità e di compimento - noi - ci alziamo. Ma questo sguardo può diventare metodo, strada percorribile persino dentro una scuola e dentro una famiglia? Non parliamo di teoria, ma di un tentativo concreto in atto nella nostra scuola e tutto da capire. Prima di Natale ci siamo trovati per guardare insieme alle maestre il percorso che ha portato alla realizzazione della mostra; questo gesto ha suscitato molte domande e curiosità. Vogliamo quindi proporre a tutti alcuni momenti di incontro per capire fino in fondo la proposta educativa e scolastica della San Martino e per poter partecipare consapevolmente alla sua costruzione continua.  Vai al dettaglio
  Editoriale di novembre
Un'altalena fra cielo e terra


Il lavoro incorso che i ragazzi della San Martino stanno svolgendo in questi giorni prende lo spunto dallo spettacolo teatrale "Maria Bambina" di Gian Piero Pizzol messo in scena dalla Compagnia Bella. Una bambina proprio come loro, ma con uno sguardo curioso sulle meraviglie che il Mistero sempre compie nella nostra vita. Uno sguardo come quello che è proprio del bambino, quando non è distratto e disturbato. Tanto che per descrivere Maria si usa la metafora dell'altalena: un'altalena fra cielo e terra. Così Maria sulla terra era così rivolta verso il cielo da dire sì quando questo l'ha chiamata al compito più alto, quello di ospitare il Verbo in lei e adesso è così innamorata dell'uomo da venire a trovarlo nei momenti più difficile e a indicargli la via di Suo figlio. Tutto allora si presenta pieno di bellezza, splende di una luce misteriosa che ci chiama a scoprirne il segreto. Chi si ferma alla superficie perde la parte più bella. E' come se l'altalena non riuscisse mai a salire in alto, a volare secondo quella che è la sua vera natura. Vai al dettaglio
  editoriale di ottobre
partenza con... regina


La regina delle nevi Tutte le fiabe alludono alla vita e ai suoi momenti di passaggio, infondono grandi ideali e ci aiutano ad affrontare il male. Per questo studiarle all’età degli bambini della primaria è cosa fondamentale. Alcune di esse, poi, sono fatte in modo da sembrare veri e propri riti di iniziazione, con tanto di prove da superare e nemici da combattere, obbedienza da rendere e fiducia da attribuire e… lieto fine. Così è per “La regina delle nevi”, fiaba che ha caratterizzato il lavoro di accoglienza dell’anno scolastico 2009-2010. La vita è l’avventura della crescita in cui il male e la dimenticanza giocano la loro parte, ma possono essere vinti se la certezza di un destino buono ci viene regalata da una grande amicizia. E la scuola che cos’è se non la scoperta di questa avventura di cambiamento e di crescita accompagnata? Ma occorre sgranare gli occhi fino a vedere Chi ha fatto tutte le cose e favorisce il nostro cammino. Uno il cui nome in lingua guaranì suona “Meraviglia, chi sei?” Vai al dettaglio

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